Il Territorio

QUARTO PUNTO

Occorrerà limitare al massimo il consumo del territorio e favorire il recupero delle zone già edificate. Sarà decisiva la questione delle importanti aree dismesse

IL PGT E LE AREE DISMESSE

Sarà necessario verificare e aggiornare il Piano di Governo del Territorio tenendo conto che il mercato immobiliare è fermo e presenta una preminenza di offerte di vendita rispetto alle richieste di acquisto.Occorrerà quindi limitare al massimo il consumo del territorio e favorire il recupero delle zone già edificate. Sarà decisiva la questione delle importanti aree dismesse dalle grandi fabbriche, dall’Ospedale e dalla Caserma, che dovrà essere affrontata con una contrattazione urbanistica per acquisire risultati importanti per la città cogliendo tutte le opportunità che si possono presentare.

Si dovrà fare il possibile per porre rimedio alle conseguenze urbanistiche negative derivanti dalla frammentazione delle aree della Franco Tosi in più lotti, che ora sono oggetto di vendita all’asta nell’ambito della procedura di Amministrazione Straordinaria in un’operazione di mero recupero di crediti, principalmente delle banche.È evidente che per ottenere risultati importanti, che potrebbero essere un parco pubblico, le opere al servizio della stazione, una corretta sistemazione viaria e la stazione degli autobus, non sarà possibile considerare separatamente i singoli lotti, ma sarà necessario programmare le soluzioni urbanistiche su tutta l’area nel suo complesso.

L’area dell’ex Manifattura è situata al centro della città ed è anch’essa soggetta ad una vendita all’asta, che a quanto risulta si perfezionerà in tempi brevi. Occorrerà un confronto immediato con l’acquirente, che comporti l’acquisizione di porzioni importanti del complesso edilizio e la salvaguardia di un ambiente di rilevante significato storico ed architettonico.

Per l’area dell’ex Bernocchi è stato presentato alla precedente amministrazione un progetto dei proprietari, che prevede la realizzazione di un parco fluviale. Risulta quindi maturo il tempo di affrontare rapidamente la questione, per realizzare questo parco nel quale realizzare percorsi ciclabili e pedonali lungo il fiume. Nella sistemazione complessiva dell’area Bernocchi sarà molto importante che il Comune acquisisca la meravigliosa palazzina direzionale e il terreno che la collega al fiume.

Nell’area dell’ex ospedale occorrerà salvaguardare la zona di più vetusta edificazione per garantire l’uso pubblico e la preservazione degli edifici, che hanno notevole valore storico ed architettonico.

Per la ex caserma occorrerà avviare una trattativa con il demanio militare e cercare di cogliere le opportunità che si potranno presentare.

Manutenzione degli spazi
pubblici delle periferie

LE PERIFERIE

Legnano si è allargata con una notevole espansione di natura prevalentemente residenziale nelle zone periferiche, ma l’interesse dell’amministrazione comunale si è focalizzata sulle aree centrali e sulle zone a traffico limitato.Occorre assicurare la manutenzione degli spazi pubblici delle periferie, la loro adeguata illuminazione e i collegamenti tra le varie zone con i mezzi pubblici e con le piste ciclabili.Le nuove aree residenziali periferiche non possono ridursi ad anonimi quar-tieri dormitorio, ma vanno ripensate e riorganizzate in una visione policen-trica della città affinchè in ognuna di esse si realizzino centri di interesse dotati di servizi adeguati.Sarà doveroso inoltre assicurare for-me di adeguata rappresentanza alle periferie che non possono consistere solamente nelle attuali consulte che riguardano zone troppo vaste e non omogenee e che hanno funzioni oltre-modo limitate.

LE OPERE PUBBLICHE

Abbiamo assistito negli ultimi anni a considerevoli sprechi di risorse in opere pubbliche discutibili ed inutili, quali ad esempio i rifacimenti della piazza San Magno e della Via Cavallotti, affidati allo stesso professionista che aveva in tempi recenti progettato la attuale sistemazione della piazza.

È stato inoltre elaborato un progetto di un’enorme costruzione, che conterrà anche la biblioteca, da realizzare sul verde pubblico, che prevede costi molto rilevanti e quindi la conseguente sottrazione di risorse destinabili alla valorizzazione di edifici di proprietà comunale.
La realizzazione di questo progetto deve essere sospesa, anche se potrebbe apparire esteticamente pregevole e si deve compiere un’analisi delle reali necessità della biblioteca e la ricerca di soluzioni di minor costo e di minor impatto ambientale.

La circolazione delle auto nelle ore di punta congestiona alcune zone della città e pertanto occorre una verifica ed una revisione del piano del traffico.
Dovranno essere realizzate piste ciclabili connesse tra loro che colleghino le periferie, il centro ed i Comuni circostanti e dovrà essere promossa e facilitata l’abitudine all’utilizzo delle biciclette, sia con iniziative concrete anche nel mondo della scuola, sia con la realizzazione di punti di deposito e di custodia.

Le aree verdi che già costituiscono un pregio della nostra città dovranno essere incrementate innanzitutto con un parco urbano lungo l’Olona e con la programmazione urbanistica delle aree dismesse. Il Comune dovrà finalmente interessarsi della qualità delle acque del fiume che attraversa la città e rendersi parte attiva nell’esigere, con determinazione che la Provincia di Varese intervenga con urgenza a sistemare i suoi depuratori, che costituiscono la principale fonte di inquinamento dell’Olona e gli sfioratori delle fognature che troppo spesso fanno defluire, per carenza di manutenzione, i liquami direttamente nel fiume. L’alveo dell’Olona presenta inoltre indecorosi rifiuti di ogni genere che il Comune dovrà rimuovere periodicamente, così come fa per i rifiuti nelle strade.

Si dovrà cambiare radicalmente rotta rispetto al disinteresse per la tutela e per la valorizzazione delle bellezze della città e in particolare degli edifici e dei luoghi di valore storico, culturale e architettonico, che sono carichi di memoria e di significati per i cittadini e che hanno acquisito un valore identitario della nostra comunità.

L’ex sanatorio di Legnano e il parco che lo circonda sono in condizioni pietose. Il parco è stato lottizzato con recinzioni separandolo dal sanatorio ed i due meravigliosi solarium sono stati abbandonati al degrado, per farli crollare al più presto e per liberare l’amministrazione comunale da un problema imbarazzante.
Si devono recuperare i due solarium, per quanto possibile con il restauro dei materiali esistenti, e si deve ricostruire l’unità del parco e del sanatorio perché questo complesso è un luogo unico e come tale deve essere percepito e compreso. Altrimenti perderebbe significato e fascino.Un intervento rispettoso e consapevole del valore di questo parco e dell’inscindibile sanatorio potrà far diventare questo luogo una stupenda meta di turismo consapevole e attento ai valori culturali e paesaggistici.

Altrettanto potrà avvenire per il Castello e per la sua isola che deve essere valorizzata e considerata lo scenario dell’importante monumento storico. Si dovrà provvedere ad eliminare o almeno a rendere meno percepibili gli orribili ed evidenti guasti dell’avvenuto restauro del castello, che aveva dissimulato una brutale e innovativa ristrutturazione.
Dovranno essere recuperati e resi accessibili il vicino mulino Cornaggia e la sua isola che l’Olona separa dall’ isola del castello. L’utilizzazione delle due isole dovrà essere rispettosa e compatibile con la loro straordinaria rilevanza.

Un altro monumento importante che dovrà essere salvato e valorizzato è la palazzina direzionale della Bernocchi con l’area connessa che la congiunge all’Olona e che deve essere destinata a verde pubblico.
Dovranno essere tutelati e riutilizzati anche altri edifici pubblici, quali ad esempio l’ex liceo di Via Verri e le vecchie palazzine dell’ex ospedale, anche se attualmente non appartengono al Comune. Occorrerà comunque privilegiare il recupero degli stabili pubblici, rispetto alla realizzazione di nuovi inutili edifici


QUINTO PUNTO

Le attività culturali
e di aggregazione

Legnano di fatto importa iniziative culturali, a volte anche lodevoli e di notevole valore, ma non produce cultura in misura rilevante. Occorre ricercare la collaborazione non solo con i Comuni del Legnanese ma anche con Busto Arsizio, Castellanza e la Valle Olona per una programmazione di alto livello e per aumentare i fruitori.

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